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July 25 Voglio 2 ruote PULITE!!!Una volta era lo sport della fatica, del sudore, della stanchezza, dei colpi di reni a 5 metri dal traguardo, delle schiene che sembravano spezzarsi sulle rampe Alpine, delle gambe che bruciavano e delle gomme da cambiare sulle strade in terra battuta.
Una volta era lo sport delle borracce passate al rivale in difficoltà, dei piccoli gesti che facevano di un grande ciclista un grande campione anche giù da una bici.
Una volta era lo sport del "Cannibale" Merchx, del "Campionissimo" Coppi, del "Pirata" Pantani.
Da qualche anno è cambiato qualcosa e tutto questo rischia di scomparire.
Notizia di oggi: siamo al Tour de France, la corsa a tappe più importante del mondo, e al kazako Vinokourov, tanto osannato per la sua classe, tanto sostenuto dal suo Paese, tanto applaudito perchè nemmeno una caduta che gli ha causato 15 punti di sutura al ginocchio l'ha fermato, viene riscontrata una irregolarità dopo le analisi del sangue effettuate nelle ore immediatamente successive alla tappa a cronometro da lui incredibilmente vinta sabato scorso. Una trasfusione di sangue compatibile col suo, ma naturalmente più ossigenato, che gli ha permesso di disputare una tappa sostenendo un ritmo impressionante. Risultato: la sua squadra, la Astana, questa notte abbandona il Tour su "invito" degli organizzatori.
Ma quella che può essere definita la "picchiata" di credibilità del ciclismo non parte certo oggi.
Guardando a questa edizione della "Grande Boucle" troviamo altri spunti: il dominatore assoluto, l'attuale Maglia Gialla, Michael Rasmussen, per ben due volte si è rifiutato di sottoporsi ai controlli antidoping a sorpresa ma la Rabobank, per la quale il danese corre, non ha applicato il cosiddetto codice etico e non lo ha escluso dalla squadra, poichè dovrebbe pagare i danni al ciclista che, sotto grossi sospetti, potrebbe andare a vincere il Tour. Ma che un "dopato" vinca in Francia è già accaduto: lo scorso anno con l'americano Floyd Landis, e nel '96 con Bjarne Riis.
Già, lo scorso anno... sarebbe stato il Tour della definitiva consacrazione di Ivan Basso, consacrazione strozzata sul nascere dallo scoppio dello scandalo doping in Spagna (la cosiddetta Operaciòn Puerto) che vedeva coivolti molti ciclisti tra cui proprio Basso e Valverde, con la differenza che Basso sta pagando (l'unico) e Valverde è al Tour.
Il problema principale non sono certo i ciclisti, ma il burattinaio che si serve dei suoi burattini in bicicletta: l'UCI (Unione Ciclistica Internazionale). Quest'organo sta praticamente ripercorrendo le orme che hanno portato il calcio a perdere la sua natura di sport, di gioco, di divertimento. Anche col ciclismo si sta seguendo la politica capitalistica dell'interesse economico. Si è cominciato con il voler gestire i diritti TV delle grandi corse, passando dall'abolizione della Coppa del Mondo in favore del Pro Tour (la cui formula garantisce maggiori introiti dagli sponsor) fino ad arrivare alla modifica del calendario e allo "sbarco" in Medio Oriente. Perchè l'UCI ha deciso di chiudere la stagione a Novembre con una corsa a Dubai al cui vincitore sarà devoluto un premio di un milione di Euro.
"Caspita allora la cosa conviene ai ciclisti!!!". Beh sì... di corse con grandi premi ma soprattutto dal grosso interesse mediatico e pubblicitario ce ne sono talmente tante che è normale volervi partecipare.
Ma, prendiamo l'esempio di Dubai: siamo a Novembre, la stagione è stata lunga e stressante, il contratto imponeva di partecipare a un TOT di corse tale da garantire una certa visibilità mediatica allo sponsor della squadra; c'è questa corsa negli Emirati Arabi, il premio è sostanzioso, "cazzo, 2 miliardi di lire in una botta sola!!!"... un medico mi dice: <<Ho qualcosa che ti potrà far vincere quella corsa e con questo metodo l'antidoping non ti scova, te lo garantisco... però voglio la mia parte del premio...>> "Vittoria facile, soldi facili e ne esco pulito... lo fanno tutti, perchè non dovrei farlo anche io?!". Ed ecco la frittata.
Ecco cosa occorre per rovinare uno sport che emoziona come pochi, ormai.
Ecco come rovinare uno sport che appassiona, che ti porta sulle cime delle montagne per vedere la fatica sul volto di quegli atleti, che poi scopri non essere vera fatica, vero sudore...
Ecco perchè tutto questo "sporco" che c'è dev'essere lavato via. Perchè il brivido di 100.000 persone sullo Zoncolan non può essere cancellato dal marcio dei soldi, che portano al marcio del doping.
Io voglio 2 ruote pulite!
Voglio poter pensare quando vado in bici, che la fatica che faccio non è nulla in confronto a quella dei Campioni.
Voglio poter continuare a guardare con ammirazione chi scala una grande cima delle Dolomiti, con la gente che non ti fa vedere dove va la ruota.
Voglio poter dire di amare uno sport pulito (perchè ormai il calcio di pulito non ha nulla).
Perciò cercate di darvi una mossa, prima che sia troppo tardi...
Io prendo la mia bici e me ne vado in Costiera...
E intanto beccatevi l'ultimo Km dello ZONCOLAN
July 19 POVERA VITA MIAOk, lo so... sembrerò un fissato adesso coi 99 Posse, ma che ci volete fare?! Purtropoo a sentire 'o Zulù, le sue parole, le sue rime, i suoi "BEAT", soprattutto in questa canzone-denuncia, vengono in mente tante cose, si capiscono tante cose, che, purtroppo quei ........... che sono al potere, quelle facce lavate che dicono di "rappresentarci" in Parlamento non capiscono (o fanno finta...).
Per cui a voi tutt (fedeli e non) lettori, nonostante la lunghezza del testo, fermate il cervello per non più di 5 minuti, abbandonate qualsiasi cosa stiate facendo di (sicuramente meno) importante e LEGGETE QUESTO TESTO... come al solito, se lo fate dalla home ascolterete anche la canzone, ma è del tutto relativo.
Carpitene il senso, e non ci vuole tanto... BASTA LEGGERE...
"Alle volte mi ritrovo con la testa tra le mani e penso di essere diventato pazzo mi dico cazzo! non è reale qua mi devo calmare eh già, devo stare calmo, riprendere il controllo, lucidità, perché fa caldo qua, senti che caldo che fa, si muore, ma si fa per dire non è che fa caldo e uno muore a meno che non sia anziano e c’abbia problemi col cuore o di pressione, ma non è che fa caldo e uno muore il caldo è una cosa naturale, come andare a lavorare C’è l’affitto da pagare? Vai a lavorare, lì ti possono sfruttare, umiliare, sottopagare, cassaintegrare, ma non è che ti possono ammazzare, non è così, perdio, non è così che deve andare, cazzo, morire, cazzo morire per poco più di un milione non può capitare, ma non si sa come succede ogni giorno a ben tre persone e io sarei il pazzo! mille morti l’anno è una guerra perdio ed io sono un pazzo fottuto che con una guerra in corso vado ancora in giro disarmato, un pazzo, un pazzo fottuto Povera vita mia chi coglie e magna chi se ne fa nu rap e chi na pigna Povera vita mia chi magna e magna chi se ne fa nu rap e chi na pigna Più ci penso e più mi è chiaro il fatto che non sono diventato pazzo è solo che là fuori c’è qualcuno che si è messo in testa di ammazzarci tutti e puoi giurarci che nemmeno lui è pazzo pazzo è riduttivo per un serial killer recidivo che poi non è neanche uno perché sono tanti e sono pure tanto ricchi e potenti e sfacciati maledetti siano loro e chi cazzo li ha creati, avidi assassini senza scrupoli che intascano un miliardo ogni due mesi e si permettono di parlare di taglio alle spese e ai contributi i bastardi fottuti, figurati se c’hanno orecchie per sentire chi gli parla di riduzione dell’orario di lavoro per loro se dopo otto ore di lavoro sei stanco, fai una cazzata e muori è un peccato e manco per la tua vita quanto per la pensione che hanno cacciato e comunque hanno risparmiato rispetto all’assunzione di nuove persone a pieno salario è questo lo straordinario obbligatorio chi vola alle Bahamas e chi va all’obitorio e dovremmo pure dirgli grazie perché “offrono” lavoro Povera vita mia chi coglie e magna chi se ne fa nu rap e chi na pigna Povera vita mia chi magna e magna chi se ne fa nu rap e chi na pigna Alle volte mi ritrovo con la testa fra le mani e penso, penso e rifletto: in Italia c’è un conflitto una guerra che fa più di mille morti all’anno tra lavoro e mala sanità, e dimmi tu se questa qua non è pulizia etnica cos’è come si chiama? Quando uno che c’ha i soldi può avere tutto e uno che ne ha di meno non ha diritto nemmeno a un letto in un ospedale quando sta male e se vuol farsi curare deve pagare solo che coi soldi che gli danno quelli del lavoro interinale c’è l’affitto da pagare, il bambino da mantenere e cosa cazzo vuoi pagare un dottore quando non sai nemmeno se tra due mesi c’ avrai ancora un fottuto lavoro perché il lavoro interinale non è altro che una prestazione occasionale di lavoro manuale non qualificato, esattamente il caso in cui il rischio d’incidente sul lavoro è quintuplicato e tutto questo non è capitato ma è stato pensato, progettato e realizzato dal padronato in combutta con l’apparato decisionale dello stato per il quale la vita di un proletario non vale non dico niente ma sicuramente non vale il costo di un’assunzione regolare con tanto di corso di formazione professionale; è evidente il disegno criminale o no? o sono io che sono pazzo? Povera vita mia chi coglie e magna chi se ne fa nu rap e chi na pigna Povera vita mia chi magna e magna chi se ne fa nu rap e chi na pigna" July 18 "A una donna".......ma in generale può essere così per tanti, forse tutti.... VAI MEG!!!...
Acale ll’uocchie 'nterra e abbade ê fuosse,
ca si ce care arinto te rumpe ll’osse. Acale ll’uocchie 'nterra e abbade ê fuosse, sientelo stu consiglio r’ ’a novantanove posse. Questa vita non è come tu la vuoi dici che così non va bene, che non ce la fai quante sono le lacrime versate non lo sai sai soltanto che non va, che non ce la fai tu difficilmente troverai, chi vorrà credere in te sicuramente incontrerai, chi di te non capirà mai niente chi ti ostacolerà, chi ti deriderà, chi di tutto farà per sfruttarti Questa è la realtà no, non cambierà
se non ti dai una mossa... Non aver paura di restare sola basterà una semplice tua parola... qui sarò, non ti lascerò no no no no no Acale ll’uocchie 'nterra e abbade ê fuosse, figliò, c’ ’a strada è ancora longa, è accumminciata mmo mmo. Quanno ’a strada è cchiena ’e fuosse ce sta chi nun ce ne vo e aspetta che un domani lloro sule s’accummogliano. E no, non è così che va, non è così figliò, aspiette ogge e ddimane e pe tramente te faie vecchia, pirciò te dico curre, curre, curre a più non posso, ma acale ll’uocchie 'nterra e abbade ê fuosse. Acale ll’uocchie 'nterra e abbade ê fuosse, ca si ce care arinto te rumpe ll’osse. Acale ll’uocchie 'nterra e abbade ê fuosse, sientelo stu consiglio r’ ’a novantanove posse. Raccogli tutte le tue forze e guarda in faccia la realtà non puoi tirarti indietro se non hai capito ancora da capo te lo spiegherò non mi stancherò no no no no no tu difficilmente troverai chi vorrà credere in te sicuramente incontrerai chi di te non capirà mai niente chi ti ostacolerà, chi non ti vorrà chi di tutto farà per bruciarti Questa è la realtà no non cambierà se non ti dai una mossa... Non aver paura di restare sola basterà una semplice tua parola... qui sarò, non ti lascerò no no no no no Acale ll’uocchie 'nterra e abbade ê fuosse, ca si ce care arinto te rumpe ll’osse. Acale ll’uocchie 'nterra e abbade ê fuosse, sientelo stu consiglio r’ ’a novantanove posse. Acale ll’uocchie 'nterra e abbade ê fuosse, ca si ce care arinto te rumpe ll’osse. Acale ll’uocchie 'nterra e abbade ê fuosse, sientelo stu consiglio r’ ’a novantanove posse 99 Posse
July 17 IL CERCATORE D'ORO III parteSudore, caldo. Quasi soffocava mentre si girava e si rigirava tra le lenzuola che gli si incollavano addosso.
La notte era fresca, quel calore non veniva da fuori ma da dentro. Era la testa a bollire, sotto la luce che continuava ad abbagliare i suoi occhi ogni volta che tentava di chiuderli. Non resiste, non ce la fa, alla fine cede e sapendo già che non avrebbe dormito. Si alzò, infilandosi i pantaloni ed uscì... la strada deserta di quel paese deserto faceva da passerella alla sfilata di pensieri che affollavano la sua testa, miliardi di pensieri con un unico soggetto. Non riusciva a smettere di pensarci...
Ed ecco le immagini del giorno appena passato che tornavano a frullargli in testa: si rivide avviarsi verso il fiume e da lontano notò un fascio di luce. - E' lei - pensò subito. Arrivò sulla sponda del fiume e vide qualcuno scavare e prendere la pietra. Costui aveva con se altre pietre, molto preziose e lucenti e con una certa disivoltura non esitò a prendere anche quella, senza forse rendersi conto di cosa avesse in mano. Quando aprì il sacco pieno di pietre, alcune di esse caddero in terra, spinte dalle altre. L'uomo si chinò a raccoglierle lasciando l'ultima ritrovata in terra. Il giovane notò che questa volta la pietra non aveva brillato. Mentre l'uomo s'allontanava noncurante di quanto lasciato alle spalle, il giovane fu assalito da un senso di rabbia e si chiese perchè la pietra si fosse fatta raccogliere da qualcuno che non l'apprezzava realmente e mentre ci pensava la pietra brillò quasi a chiamarlo... Si avvicinò, assalito ancora da questi pensieri, e la raccolse con mano tremante dalla rabbia. Continuava a chiedersi "perchè?"... la pietra arse, bruciò come non aveva fatto ancora e si lasciò cadere rotolando in acqua. Il giovane non cercò di riprenderla né di nasconderla mentre dall'acqua fuoriusciva vapore: era la pietra che continuava ad ardere. Lui si allontanò, forse ancora scottato dentro, più che sul palmo della mano, senza però voltarsi.
Pensava ancora mentre proseguiva nella sua passeggiata solitaria, che lo avrebbe riportato al fiume, su quella sponda, per cercare di capire perchè, per toccarla e vedere se continuava a bruciare. Per chiarirle e chiarirsi il motivo della sua rabbia, perchè lui sapeva che quella pietra aveva qualcosa di diverso, che andava oltre il suo valore materiale... avrebbe voluto raggiungerla subito, ma si bloccò, sentendo la testa girare forte. La vista si offuscò e si distese sulla morbida erba cadendo nel sonno... July 16 Storie di gente....Cose da dire ce ne sarebbero...
storie di gente stressata. che pensa, ripensa, sta giù ma ora sembra quasi uscirne (speriamo magari già da domani...)
storie di gente che non apprezza un cazzo e sa solo criticare;
storie di gente che rimpiange vecchi gesti solo perchè non vorrebbe soffrire;
storie di gente che se non ci cade non la capisce, che se la testa non se la rompe il dolore non lo conosce;
storie di gente che dopo qualche livido l'ha capita (o almeno sembra sia così);
storie di gente che basta uno sguardo e capisce, ma va avanti per la sua strada;
storie di gente per cui è tutto apparire, il resto è un hobby, dentro non c'è un cazzo;
storie di gente che nonostante il tempo e le distanze conta sempre, e gente che pur se spesso vicina non conta nulla;
e ancora altre storie...
a certa gente un "rimani pure così, e se non cambi Vaffanculo!!!", ad altri un "Coraggio!!!"
...ma è tardi, mi sento a terra, non ho sonno ma meglio chiuderla qui...
Buona notte.......
E buona notte a tutti i suonatori... a quelli che la devono far fuori
a chi c'ha il mondo sempre più lontano perchè ha vissuto sempre contro mano
a chi non butta via la notte coi pensieri....
a quelli che una coppia è già una folla e dicono che il cielo sia una balla
a quelli che da soli ci stan stretti e pensano che il cielo sia di tutti
a lui e lei che stanno insieme solo con la colla...
e poi a quelli che non ritornano...
certo lassù, forse lassù
sono capaci di non dormire mai più...
chissà se in cielo passano gli Who...
chissà se in cielo passano gli Who...
chissà che nome d'arte avrà il DJ, se sceglie sempre e solo tutto lui
se prende le richieste che gli fai... che gli fai...
a chi decide di ammazzare il tempo e il tempo invece servirebbe vivo
a chi sta in giro perché non ha scelta perchè comunque il sonno non arriva
a quelli che ogni notte, puoi giurarci, son presenti...
e buona notte a chi la sa godere... a quelli che han bisogno di star male
a chi ha paura di restare fermo e sogna un po' più forte quando è sveglio
a quelli che non hanno mai saputo dove andare
e poi a quelli che ci salutano
certo lassù, forse lassù
sono capaci di non sognare mai più...
chissà se in cielo passano gli Who...
chissà se in cielo passano gli Who...
chissà che nome d'arte avrà il DJ, se sceglie sempre e solo tutto lui
se prende le richieste che gli fai... che gli fai...
July 11 IL CERCATORE D'ORO II parte... andò a dormire, stanco, sfinito ma almeno con la pancia piena, e con un piccolo sorriso che accennava a venir fuori dalle sue labbra.
Il mattino seguente si alzò con calma e andò un po' in giro per il paese, prima di decidersi di rimettersi al lavoro. Ripassò dalla Locanda e chiese al locandiere se avrebbe potuto preparare qualcosa da mangiare fuori, e che gliel'avrebbe pagato. Il locandiere fu molto gentile e gli diede del pane con formaggio, ma non accettò denaro.
Il giovane cercatore senza un particolare motivo si recò sulla riva del fiume, ricca, ricchissima di pietre e, così quasi per istinto, s'inginocchiò e con le due mani unite iniziò a scavare delicatamente. All'improvviso un'onda mossa dalla corrente spostò dei ciottoli che si erano depositati tra le sue ginocchia e quasi come se colpito da un proiettile, cadde di lato coprendosi gli occhi. Ancora una luce fortissima, che scomprave quasi all'istante. Dopo alcuni attimi si mise a muovere le pietre in prossimità del posto da cui era venuta fuori quella luce e dopo un paio di colpi rischiò di rimanere abbagliato ancora. Questa volta però la luce fu più sopportabile e distinse tra i vari riflessi dell'acqua, una pietrà che dava tra in bianco e giallo. "E' l'altra pietra!!!" pensò subito. E infatti era così.
La raccolse, non era affatto grande, si teneva in una mano. Si alzò in piedi quasi incredulo per la fortuna che aveva avuto. Gli sembrava assurdo eppure era come se quella pietra l'avesse chiamato in quel luogo, in cui non aveva ancora effettuato ricerche, ma quella mattina c'era andato dritto, spedito, senza sapere neanche il perchè, e aveva trovato la pietra. La guardò e nonostante non avesse grossa esperienza si rese conto che aveva in mano qualcosa di veramente prezioso, qualcosa che in molti gli avrebbero sicuramente conteso, ma non riusciva a capire come questa pietra fosse fatta, non riusciva ad analizzarla. Passò qualche minuto continuando a guardarla, si perse in quella luce.
Un falco volò basso e lo fece ridestare. Posò la pietra nella sua sacca e camminò verso il paese quando avvertì una strana sensazione di calore dietro la schiena... pensò fosse il sole, ma andando avanti il calore diveniva sempre più intenso finchè non fu costretto a gettare in terra la sacca che di lì a poco fu avvolta da una fiamma che si richiuse su se stessa e scomparve lasciando la sola pietra sulla nuda terra. Le stranezze si ripetevano... la pietra brillava, luccicava, come per farsi raccogliere. Con una certa cautela il giovane si calò e, dopo aver bagnato il dito di saliva, toccò la pietra... fredda! La raccolse e la mise in tasca. Mentre pensava a come tutto ciò fosse successo, ancora quel calore proveniente dalla tasca. Prese la pietra... scottava, e il calore aumentava quasi a ustionargli la mano. La gettò in terra e quella riprese a luccicare. La raccolse di nuovo, non scottava, ma stavolta percorse di nuovo la strada verso il fiume e pose la pietra nell'acqua, nascosta sotto altri sassi che segnò scalfendoli con altre pietre più piccole, così da poter riconoscere il punto esatto.
Voleva trovare il modo per poter far definitivamente sua quella pietra, si ripeteva che era qualcosa di realmente prezioso, ma non capiva... non capiva perchè quella pietra l'avesse "chiamato" per poi manifestare quasi la voglia di allontanarsi... No, non poteva essere così... "in fondo è solo una pietra" gli diceva la parte ragionevole di sè... e invece no, lui continuava a ripetersi che in quella pietra c'era qualcosa di strano, qualcosa di diverso, di magico... d'altra parte la leggenda lo diceva "chi la possederà avrà la felicità eterna"... sicuramente altre persone erano entrate in contatto con quella pietra prima di lui, sicuramente per qualche motivo che a lui prima sembrava strano, se n'erano allontanati, e fu anche lui lì per chiedersi se ne valesse davvero la pena. Se valesse la pena crederci, se valesse la pena provare anche solo in un altro momento a toccarla e portarla con se, se quella incandescenza avrebbe poi diminuito la sua intensità senza comprometterne la lucentezza. Passò tutto il giorno in riva al fiume a pensarci, poi andò via... tornò alla locanda, ordinò una birra... July 09 WITHOUT YOU I'M NOTHINGDall'omonimo album dei Placebo... canzone particolare... eccovi il testo, leggetelo dalla Home così ascoltate anche la canzone. E per capirci di più, anche la traduzione (come sono gentile.....)
A qualcuno pootrebbe non piacere, ma se ascoltata più volte forse rende di più quindi NON FERMATEVI ALLA PRIMA IMPRESSIONE e se proprio non vi piace ALLORA NUN CAPIT NIENT!!!
WITHOUT YOU I'M NOTHING
Strange infatuation seems to grace the evening tide.
I'll take it by your side. Such imagination seems to help the feeling slide. I'll take it by your side. Instant correlation sucks and breeds a pack of lies. I'll take it by your side. Oversaturation curls the skin and tans the hide. I'll take it by your side. tick - tock - tick - tock - tick - tock I'm unclean, a libertine And every time you vent your spleen, I seem to lose the power of speech, Your slipping slowly from my reach. You grow me like an evergreen, You've never seen the lonely me at all I...Take the plan, spin it sideways. I...Fall. Without you, I'm nothing. Without you, I'm nothing. Without you, I'm nothing. Take the plan, spin it sideways. Without you, I'm nothing at all. SENZA DI TE SONO NIENTE
Una strana infatuazione sembra abbellire la marea della sera Tick tock - Tick tock - Tick tock - Tick tock Sono uno sporco, un libertino Io… Prendo il piano e lo capovolgo Io… Cado. Senza di te, non sono niente Prendi il piano , capovolgilo July 07 IL CERCATORE D'ORO"E' sera e dopo una giornata lunga e faticosa ma senza grossi risultati, il cercatore d'oro decise di passare la serata in una locanda, nei pressi del luogo in cui stava concentrando le sue ricerche. Era un po' di tempo che il lavoro non dava i frutti auspicati ma da qualche giorno aveva deciso di porre la sua attenzione su 2 pietre preziose in particolare, entrambe piccole ed estremamente diverse: la prima di natura più antica (anche se di poco) era di un verde scuro che quasi dava sul nero, ma emetteva una luce ammaliante; l'altra di puro oro, splendente, abbagliante. Alcuni tra i cercatori d'oro più esperti andavano in giro raccontando che chiunque avesse trovato anche solo una delle due pietre avrebbe raggiunto la felicità. Ecco perchè il giovane cercatore, mosso da questa curiosità ma anche dal bisogno di felicità che nutriva da qualche tempo, aveva deciso di mettersi al lavoro e girare il mondo alla ricerca di queste due pietre.
E proprio in questa tiepida sera d'estate il destino gli riservò una sorpresa, piacevole e spiacevole al tempo stesso.
Aprì la porta della locanda e notò per un istante una luce tanto forte quanto sfuggente... fu un attimo. Rimase attonito per un po', poi, dopo essersi quasi convinto che quel che credeva non era possibile, si accomodò a un tavolo e ordinò una birra.
Si perse con lo sguardo nel vuoto, poi, subito dopo, ancora quella luce... si destò, si guardò in torno e vide che era lì. Una delle pietre era lì, proprio alle sue spalle, la pietra più scura.
Per un attimo fu assalito dal desiderio di prenderla e portarla con se, ma gli bastò spostare lo sguardo un po' oltre per capire che non sarebbe stata la cosa ideale... a tenere la pietra sott'occhio c'era un uomo grande e grosso, che sembrava vatarsi di quel che aveva con se. Ma allo stesso tempo, per una non si sa quanto assurda ragione, il giovane cercatore pensò che quell'omone non fosse all'altezza di possedere quel bene tanto prezioso, ma forse sbagliava.
Si perse nel fissare la pietra, che sembrava quasi parlargli. Continuò a fissarla, assolutamente non curante del "padrone", anzi, ebbe l'impressione che in quella sala ci fosse il mondo intero tranne quell'uomo. Poi la ragione tornò a prevalere... era stanco e affamato e ordinò da mangiare. Non appena fu per iniziare a mangiare, sentì una specie di vento alle sue spalle, qualcosa che lo distrasse: l'omone s'era alzato e stava andando via, ma il giovane cercatore d'oro ancora una volta fu rapito dalla bellezza di quella pietra che stava allontanandosi da lui e non si curò minimamente dell'uomo... nella sua mente salutò la pietra preziosa, con estrema tranquillità, convinto che l'avrebbe rivista di lì a poco tempo, magari senza quell'uomo, magari convinto di volere solo lei...
ma questo ora non c'è dato di saperlo..." July 06 GIORNATA ASSURDA... e se mi rilasso collasso...Un quarto a mezzanotte e le dita si posano sulla tastiera...
Nelle orecchie la musica degli Air, non che la senta spesso ma ora come ora la testa non chiede altro.
Nello stomaco (ma soprattutto in testa) vino che, benchè assunto a dosi minime, contribuisce alla mazzata che di quì a poco andrò a ricevere da Morfeo...
Nella mente una giornata semplicemente ASSURDA!
Un riepilogo veloce (ci provo):
Sveglia alle 7.40 (ma senza il Battistiano "treno che passa"), alle 8 Nina squilla e si va all'uni con l'obiettivo di portare a casa l'esame di Inglese senza aver la benchè minima sicurezza in se stessi (sia io che lei).
All'uni appena parcheggiato, ci si para davanti quell'essere accelerato per natura che risponde al nome di Michele Scocozza, uno dei migliori pisciaiuoli che abbia mai conosciuto e che, tra l'altro, s'è scoperto COMPAGNO... per il rotto della cuffia anche lui farà l'orale.
Inizia il nostro calvario: dalle 9.00 ora di inizio delle "ostilità", l'attesa snervante, condita da attimi di panico puro misti a momenti di puro scleramento, con un po' di Zulù e 99 Posse nelle orecchie, l'attesa, dicevo, si protrae fino alle 15 circa, momento in cui la lettrice madrelingua pronuncia il mio nome e cognome... si va, si risponde alle domande, si ricevono i complimenti... il momento peggiore è di là da venire, comincia proprio in questo istante... ore 16, anche la prof pronuncia il mio nome.
Cazzo ci sono, assolutamente certo di ricordare il nulla assoluto, ci sono, dopo i vari tentennamenti e tentativi di fuga sventati dal grande Michele (con le sue morali poco citabili) ci sono. Affronto la situazione, non me ne frega un cazzo. Vado lì, parlo, dico quello che ricordo, faccio giri di parole assurdi... alcuni attimi, poi la prof mi guarda e dice: "Davide, è 30!"... Non so quale entità invisibile mi abbia trattenuto dal baciare la prof... ma poi penso "cazzo non è possibile!!!" e invece si... Minchia, 30 all'esame d'inglese, roba che se lo sapesse Vale mi sputerebbe in faccia seduta stante (infatti credo di non avreglielo detto XD).
Vabè, si torna a casa con un sorriso intrinseco a 32mila denti, prima idea: mandare un sms a Daniela, ma cazzo sto senza money e prima che possa ricaricare, quella matta ma splendida mi scrive... le dico dell'esame, sarà orgogliosa, e infatti è così...
Cmq, dopo uno pseudo pranzo veloce si va a Cava per la prima uscita della nuova stagione... naturalmente in ritardo ma la sfilata è affrontata nel migliore dei modi. QualcunA si ricorda addirittura del mio esame (te l'ho detto che me la segno ;p) ma cmq non finisce qui... termina la sfilata, dritti da nonna x lavarsi e prepararsi per le prove giù al campo, nel frattempo accompagna "Miss scucculiatrice dagli occhi sbrilluccicosi" fin su a casa tanto per non rischare che la divisa nuova strusci per terra e si sporchi, e poi al campo... lì, è inutile dirlo, solite figure di merda perchè naturalmente non si prova per mezz'ora in un giorno solo, quando ci sarebbe bisogno di qualche mese per organizzare bene la cosa. Ma cmq domenica andrà bene.
Poi a casetta, cenetta, bicchiere di vino ed eccomi quì...
Eccolo Morfeo, ne vedo l'ombra.
Avanza con quella mazza da stamparmi dietro la nuca col grande desiderio di vedermi cullare in un sonno profondo.
Se ci penso in fondo, però che giornata!
- Il primo 30 della mia seppur breve carriera universitaria è valso tutto lo stress accusato e sofferto oggi;
- Gli occhi si sono potuti posare su una di quelle cose che già solo guardarle è un piacere che ti riempie, ma che ti svuota appena ne allontani lo sguardo, e che poi ti fa sentire come in crisi d'astinenza quando sei proprio senza...
Ma stanotte no... stanotte mi passa per il cazzo.
Sono troppo soddisfatto, lasciatemi godere il momento, non ci tengo proprio a perdermi in pensieri senza fissa dimora, a lasciarmi portare alla deriva da qualcosa che in questo momento non c'è... stanotte penso solo a me, tanto poi domani si ricomincia...
intanto vado a nanna, sennò 'sto bastardo di Morfeo m'ammazza a botte di sprangate.
Ringrazio tutti coloro che hanno reso questa giornata.... particolare: Nina (che andava perennemente in crisi), Michele l'accelerato, altre persone per il semplice fatto di esserci, altre ancora per esserci sempre e comunque anche a 1000 o magari 3000 km di distanza. E poi basta così... sto crollando...
I LOVE YOU ALL!!! |
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