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    November 27

    APPELLO!!!

    Le concessionarie per la gestione e la distribuzione delle macchinette videopoker devono allo Stato Italiano qualcosa come 98.000.000.000,00 (MILIARDI) di €uro, evasi... firma questa petizione se anche Tu vuoi sapere CHE FINE HANNO FATTO 'STI SOLDI...

    Ora che la recessione economica è alle porte;
    Ora che gli interventi sociali non sono possibili perché "costano troppo al bilancio dello Stato che ha un debito pubblico in costante crescita";
    Oggi che Berlusmerda ci invita a COMPRARE COMPRARE COMPRARE, per non fermare i consumi (altrimenti la crisi economica sarà tutta colpa nostra!!!)...


    QUESTI SI FOTTONO I (NOSTRI) SOLDI E NESSUNO (CI) DICE NULLA!!!

    FIRMATE, NON VI COSTA NIENTE...


    Sign for 98 miliardi di euro evasi, che fine hanno fatto? Firma per saperlo!

    November 14

    PORCA PUTTINA!!!

    puttina.bmp

    Lo so, lo so... Aspetto vostri commenti, e mi aspetto DI TUTTO.

    Intanto inizio ad autoflagellarmi... A bocca aperta

    November 13

    Non s'offenda il mondo... (MiniSerendipity...15/24)

    Non s'offenda il mondo...

    Non s'offenda il mondo se confido
    che non trovo in lui la stessa luce,
    la stessa forza e dolcezza,
    e quel calore sì avvolgente
    che ogni giorno trovo in te.

    E non s'offenda la vita se confido
    che in lei non trovo le stesse sensazioni,
    la stessa carica e tranquillità,
    e quell'immenso bagaglio di emozioni
    che ogni giorno in te ritrovo

    non s'offenda il mondo se poi oso dir
    che in ogn'angolo della sua pelle
    nulla s'adorna agli occhi miei
    di bellezza pari a quella che
    gli stessi miei occhi vedono in te

    e la vita non s'offenda se sussurro
    che non sa darmi quella gioia straripante
    che quel gran brivido accende,
    ed il mio cuore fa volare
    come la forza del tuo amore sol sa fare

    non s'offendano perché
    tutto quel che trovo in te,
    così forte, così dolce
    così bello, così intenso
    è in TE, lor magica  opera d'arte,
    che ora e come da ogni tempo
    del mio mondo e la mia vita fai parte.

    DSC04417.JPG

    November 11

    Storia da un futuro parallelo...

    Ecco come il famoso linguista Noam Chomsky, con uno dei suoi più famosi enunciati (l'ultima frase del racconto), da lui stesso definito "non dotato di senso" previde il futuro, secondo un pensiero da me elaborato alla lettura di questo enunciato, ed espresso nel racconto che vado a proporvi (questo per dire che l'ho scritto io...)
    Il futuro di un mondo parallelo, ma forse neanche tanto...


    La goccia verdastra spunta dall'ago, ultimo residuo di uno schizzo di liquido misto ad aria.
    La spada è pronta. Tenuta stretta da una mano bianca rivestita di freddo lattice. Punta dritta e minacciosa verso l'ennesimo giovane braccio. Quell'involucro cilindrico di plastica contiene l'oblio.

    Al di là della parete, fuori da una finestra che si omologa a milioni di altre, fiocchi di neve soffice piovono su una terra che non è più viva. E che si scioglie al contatto di quei cristalli di acido.
    Dalle ciminiere fuoriesce fumo nero, più nero dello stesso petrolio da cui è prodotto, anche se ancora per pochi barili. Ogni angolo del globo terracqueo appartiene alle lobby, colonizzato, inondato di fiumi di cemento, che sputano terribili esalazioni.

    Il mondo muore. Nel recente passato la gerontocrazia ha prevalso, ha comandato. Comandata a sua volta dal dio denaro, la cui dottrina sta nella sua maggiore adorazione e venerazione. In giro c'è chi muore a 30 anni, di malattie, depressione, non lavoro, e chi vive nel benessere, in ville isolate dal marciume circostante, a cento e passa anni e custodisce il potere da più di una vita dell'attuale uomo medio. Il vecchio domina, e preserva tale stagnazione. Impedisce il ricambio. Termina qualsiasi nuova forma di vita, la fossilizza. L'addormenta.

    Le TV, i network, le nuove tecnologie furono imbottite di contenuti subliminali, allo scopo di forgiare la giovane generazione ai dettami della sempre più vecchia classe dirigente che, nonostante per anni sfruttò ignorantemente l'obsolescenza di taluni mezzi, riuscì a dominare anche quelli più avanzati, sfuggiti per anni al suo controllo.
    I giovani non ebbero scampo. Due le strade da prendere: contaminarsi del "germe" del potere oppure lasciarsi contaminare dal germe dell'oblio.
    Molti scelsero la prima via. Altri no, e fu ribellione. Dura ribellione. Repressa con la forza.

    I ribelli, figli di una generazione incapace di capire le potenzialità di cui disponeva, incapace di prevedere e anticipare una qualsiasi catastrofe, venivano ora "curati". Quella generazione che partoriva idee inconsistenti, soprattutto perché fini a se stesse, idee che non trovavano riscontri, quella generazione veniva sedata. Per non permettere a quelle idee di circolare in libertà, nel tentativo di trovare un collante che le facesse diventare spinta per la vera, radicale ribellione. Chiunque le coltivasse andava fermato, e tenuto nell'oblio, in sonno.

    Ora quell'ago affonda inesorabile e spinge nelle vene il proprio flusso di oblio. E l'intelletto va in stand-by. La mente recalcitra, s'infuria... ma poi si arrende. E si ritrova stipata, insieme ad altre menti, tenute ibernate. Oguna, però, con la propria idea di libertà e cambiamento. Sterile, se presa da sola, ma grande semmai condivisa. Sono lì, e cercano una via d'uscita, irrequiete, incazzate. Davanti a loro, solo un muro d'oblio.

    In questo mondo che viaggia spedito verso la totale autodistruzione...




    ... idee verdi senza colore dormono furiosamente.







    November 07

    Talco - Signor Presidente [Silvio colpisce ancora...]

    Festival della Canzone Caimana
     
    Seconda canzone in gara:
    Talco - Signor Presidente
     
    Nelle ultime ore il presidentissimo è stato in grado di collezionare una serie gran serie di figure di merda, dalle battute su Barak Obama ("gli darò qualche consiglio", "è giovane, bello e abbronzato"), al silenzio sul blitz neofascista di lunedì alla sede Rai di via Teulada, passando per la creazione di un neologismo relativo ai conduttori Rai ("Appecoronati sulla sinistra") fino all'istituzione di una Laurea per Coglioni da consegnare a coloro i quali non hanno capito il senso ironico della battuta sul "lampadato" presidente eletto degli USA.
    Ma, cari lettori, sappiamo che il nanerottolo massone non è nuovo a queste "gaffe", che spesso hanno dato vita a tensioni diplomatiche con altri Paesi europei; un esempio su tutti quando disse al socialdemocratico tedesco Schultz, al Palramento europeo, che lo avrebbe consigliato ad un regista per il ruolo di Kapò (detenuto a cui era affidato il comando sugli altri detenuti) in un film sui lager nazisti, e le corna esposte per la foto di rito durante uno dei (troppi) summit internazionali a cui ha partecipato.
    berlusconi_corna.jpg
      
    Il premier ha fatto scuola, e infatti i risultati si vedono... il titolo di "primo della classe" spetta senza dubbio a Gasparri ("con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda è più contenta", "sulla sicurezza internazionale Obama deve chiarire più di qualche dubbio"... LUI........) 
    Cmq, i Talco, riprendendo una delle "perle" di Berlusconi, che sentirete all'inizio della canzone, bacchetta pesantemente il Premier, la cui memoria storica rasenta senza dubbio lo zero
      

    Signor Presidente ho pianto notti morte d'illusione
    Sorde, inermi ed effimere grida negli anni armati della repressione
    Ma un aprile cadeva imminente sulla fiamma dell'orda meschina
    Non dimentichi, Presidente, la terra libera su cui cammina

    Ho visto, signor Presidente, la sua memoria è volata via
    risucchiando il soffio della storia sulle ali nere della nostalgia
    Il passato è un vento di terrore tra l'oblio e la viltà si avvicina
    Tra vecchi sogni di razza e nazione sopra il vuoto in cui lei ora cammina

    Tuonava la belva squadrista foraggiata dal suo dittatore
    Contro il fuoco della resistenza dai rigurgiti dell'invasore
    Vil pregava la bianca vergogna contro il fiore della libertà
    Gli occhi chiusi di nera menzogna nel silenzio la sua immunità

    Marcia ancora il vecchio padrone cieco d'odio per le città
    Striscia infame sulla memoria dell'eroe morto per l'ideal

    Il nemico è alle porte, freddo il cuore alla vista
    Ma il passato è la morte di un futuro senza verità

    Odo ancor, Presidente, quel tuo grido fascista
    Il vento fischia più forte, scarpe rotte e pur bisogna ardir
    A conquistare l'orizzonte rosso del nostro avvenir!

    November 02

    Tu ed io... la Grande Opera!

    Io.....qui... in questo "pomeriggio spompo di domenica", assonnato, ancora un po' stonato.
    Cerco parole, definizioni; trovo pensieri, ricordi recenti.
    Trovo profumi, sguardi, sensazioni, brividi che hanno il tuo profumo, il tuo sguardo.
    Cerco....... e trovo TE!
    E se tutto questo è ancora forte, se dopo mesi d'incontri e tempo passato insieme, anche stavolta sono stati posti dei mattoni alla nostra "Grande Opera", che continua a crescere, un motivo ci sarà.
     
    Una settimana particolare, dall'inizio alla fine. L'incontro postumo all'arrivo, il week-end, i due giorni di lavoro, e scorci di vita "reale" che non sembra poi tanto male. Poi le tue lacrime, le tue parole, le emozioni che ho letto nei tuoi occhi, sentito nelle tue mani, sono la più magica dimostrazione che la direzione è quella giusta, e "che qualcosa di buono c'è in me..." .
     
    Mattoni di ottima fattura, cemento tenace e resistente... l'"Opera" è di lunga costruzione, ma ciò che conta è che cresce costantemente. Non c'è burocrazia né tangente che riesca a interrompere.
    Ci sono solo due cuori che lavorano e s'impegnano perché tutto proceda senza intoppi e che le difficoltà vengano risolte e superate.
     
    Ci siamo attesi, ci siam trovati, ci stiamo vivendo...
    Ancora una volta mi hai dato tanto.
    Ancora e più che mai convinto di NOI 2.
     
     p.s. -48!!
     
     

    Dolce è il dolore che porti negli occhi,
    quanto il perdersi dentro di te.
    Ed il lieve infuriare di rabbia che porti
    aggrappata alla fragilità.
    Dormi che è meglio pensarci domani
    alla muta distanza che scorre tra noi
    quando non sei vicino a scaldare i miei sogni,
    quando i sogni nemmeno son qui.
    Dormi che è meglio
    dormi che è meglio
    dormi che è meglio
    dormi che è meglio così.
    Non immagini quanto sia dolce sfiorare
    dai tuoi incerti sorrisi la felicità.
    Anche solo per pochi secondi capire
    che qualcosa di buono c’è in me.
    Dormi che è meglio
    dormi che è meglio
    dormi che è meglio per noi.
    Dormi che è meglio
    dormi che è meglio
    dormi che è meglio così.