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    November 28

    BUON COMPLEANNO!!!

    Potrei scriver parole o frasi retoriche
    ormai dette, ridette... scritte e rilette...

    solo per dedicarti un pensiero speciale
    che nel cuore c'è già, viene quasi normale

    ed infatti vien fuori d'improvviso e di getto,
    lascio questo pulsare dettar ciò ch'è quì scritto

    dedicandolo a te che vivendo mi attiri
    e faccio in modo che il mondo dolcemente t'ammiri.

    Detta il cuore alle mani queste poche parole
    per te impazzito urla al cielo...

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    November 27

    PALLONE D'ORO 2007 - KAKA'

    E' il trofeo più ambito per i singoli calciatori di tutto il mondo, è il sogno di ogni ragazzino che si avvicina al mondo del calcio. Arrivare a vederlo, toccarlo, alzarlo al cielo.
    Istituito dal quotidiano sportivo francese "France Football" nel 1956, il PALLONE D'ORO è il riconoscimento riservato al miglior calciatore del mondo nell'anno solare che viene votato tra 50 candidati da una commissione di giornalisti sportivi di tutto il mondo. Il premio è stato riconosciuto ai più grandi di sempre, da Di Stefano a Crujiff, da Maradona a Van Basten e fino allo scorso anno ad essere premiati erano esclusivamente i calciatori che giocavano in campionati del Vecchio Continente (motivo per il quale Pelé non l'ha mai vinto), ma da quest'anno anche i facenti parte di campionati "non comunitari" sono tra i 50.

    I criteri per l'assegnazione del premio sono descritti nell'articolo 10 del relativo regolamento:

    • Insieme delle prestazioni individuali e di squadra durante l'anno preso in considerazione.
    • Valore del giocatore (talento e fair play).
    • Carriera.
    • Personalità, carisma.

    Il primo Pallone d'Oro fu assegnato all'inglese Stanley Matthews del Blackpool. L'unico portiere ad aver ricevuto il premio è stato il russo Lev Jašin, nel 1963. La nazione che ha visto più calciatori premiati è la Germania insieme con l'Olanda (7 premiazioni) e la squadra con più premiati è la Juventus (8 ½) mentre la classifica per la nazionalità dei club è guidata dall'Italia con 16 ½ titoli assegnati a calciatori di squadre del proprio campionato. Gli Italiani ad aver ricevuto il Pallone d'oro sono 5:

    • Omar Sivori (Juventus - 1961)
    • Gianni Rivera (Milan - 1969)
    • Paolo Rossi (Juventus - 1982)
    • Roberto Baggio (Juventus - 1993)
    • Fabio Cannavaro (Juventus/Real Madrid - 2006)

    I calciatori ad averlo ricevuto più volte sono il francese Michel Platini ('83-'84-'85) e l'olandese Marco Van Basten ('88-'89-'92).

    Ecco la lista dei 50 candidati di quest'anno:

    1.  Eric Abidal (Lione) – Francia
    2.  Daniel Alves (Siviglia) Brasile
    3.  David Beckham (Los Angeles Galaxy) - Inghilterra
    4.  Dimitar Berbatov (Tottenham) - Bulgaria 
    5.  Gianluigi Buffon (Juventus) - Italia
    6.  Fabio Cannavaro (Real Madrid) - Italia 
    7.  Iker Casillas (Real Madrid) - Spagna
    8.  Petr Cech (Chelsea) - Repubblica Ceca
    9.  Rogerio Ceni (San Paulo) - Brasile
    10. Cristiano Ronaldo (Manchester United) - Portogallo
    11. Deco (Barcellona) - Portogallo
    12. Mahamadou Diarra (Real Madrid) - Mali
    13. Diego (Werder Brema) - Brasile
    14. Didier Drogba (Chelsea) - Costa d'Avorio
    15. Michael Essien (Chelsea) - Ghana
    16. Samuel Eto’o (Barcellona) - Camerun
    17. Francesc Fabregas (Arsenal) - Spagna
    18. Gennaro Gattuso (Milan) - Italia
    19. Steven Gerrard (Liverpool) - Inghilterra
    20. Ryan Giggs (Manchester United) - Galles
    21. Thierry Henry ( Barcellona) - Francia
    22. Zlatan Ibrahimovic (Inter) - Svezia
    23. Filippo Inzaghi (Milan) - Italia
    24. Kakà (Milan) - Brasile
    25. Frédéric Kanouté (Siviglia) - Mali
    26. Miroslav Klose (Bayern Monaco) - Germania
    27. Younis Mahmoud (Algharafa) - Iraq
    28. Paolo Maldini (Milan) - Italia
    29. Florent Malouda (Chelsea) - Francia
    30. Lionel Andres Messi (Barcellona) - Argentina
    31. Shunsuke Nakamura (Celtic Glasgow) - Giappone
    32. Guillermo Ochoa (America Messico) - Messico
    33. Andrea Pirlo (Milan) - Italia
    34. Ricardo Quaresma (Porto) - Portogallo
    35. Raul (Real Madrid) - Spagna
    36. Franck Ribéry (Bayern Monaco) - Francia
    37. Juan Roman Riquelme (Villarreal) - Argentina
    38. Robinho (Real Madrid) - Brasile
    39. Ronaldinho (Barcellona) - Brasile
    40. Wayne Rooney (Manchester United) - Inghilterra
    41. Paul Scholes (Manchester United) - Inghilterra
    42. Clarence Seedorf (Milan) - Olanda
    43. Carlos Tevez (Manchester United) - Argentina
    44. Luca Toni (Bayern Monaco) - Italia
    45. Kolo Touré (Arsenal) - Costa d'Avorio
    46. José Fernando Torres (Liverpool) - Spagna
    47. Francesco Totti (Roma) - Italia
    48. Ruud van Nistelrooy (Real Madrid) - Olanda
    49. Robin van Persie (Arsenal) - Olanda
    50. David Villa (Valencia) - Spagna

    Il Pallone d'Oro 2007 è stato assegnato a Ricardo Izecson do Santos Leite KAKA', del Milan.

    Nato a Brasilia, il 22 Aprile del 1982, il giovane Ricardo inizia a tirare i primi calci nelle giovanili del Sao Paulo, debuttando in prima squadra nel Gennaio 2001, a 18 anni.  Kakà risulta tra i 23 convocati da Scolari per i Mondiali in Giappone nel 2002 e, pur non giocando mai, diventa campione del mondo a 20 anni. Nell'estate 2003 l'osservatore (nonché ex-calciatore) del Milan, Leonardo, impressionato dalle qualità del giovane (146 presenze, 58 gol), lo segnala subito alla dirigenza come un acquisto importantissimo soprattutto in chiave futura. Il Milan sborsa nelle casse del San Paolo circa 8,5 Milioni di Euro, un vero affare. Kakà si rivela un calciatore straordinario e si adatta presto all'ambiente italiano. Col Milan esordisce in A il 1° Settemre 2003 (Ancona-Milan 0-1) e in quella stessa stagione vince lo scudetto realizzando 10 reti. Col Milan conquista anche una Supercoppa Italiana (2004) e la Champions League 2006/2007 risultando capocannoniere della competizione con 10 reti all'attivo. In questi 4 anni si è ritagliato un ruolo da insostituibile sia nel Milan che nella Nazionale Brasiliana, sempre ricca di talenti al cui livello Kakà è presto arrivato. Il Pallone d'Oro gli viene assegnato a coronamento di una stagione fantastica a livello personale che lo ha definitivamente collocato nell'Olimpo dei più grandi di sempre...

      

     

    Nelle puntate successive ci saranno degli "special" dedicati ai più grandi e più famosi calciatori a cui è stato assegnato il PALLONE D'ORO in passato...

    NON MANCATE!!!

    November 25

    CORRERE O TROMBARE? (I consigli dell'"esperto")

     
    Quando corri sei solo. Se si corre con qualcuno è inevitabile che si
    cerchi di correre più veloci dell'altro.
    Trombando no, si cerca sempre di raggiungere la meta assieme.
    Pertanto, trombare "Sviluppa il lavoro di gruppo e combatte l'egoismo".
    Correre no.

    Per correre è necessario l'acquisto di molti indumenti, anche costosi.
    Per trombare è invece sufficiente togliere gli indumenti che si indossano.
    Come si può constatare, trombare "Sviluppa il senso del risparmio e
    combatte il consumismo sfrenato".
    Correre no

    Per correre è necessario alzarsi dal letto.
    Per trombare è tutto il contrario. Tutti sappiamo che nel letto si sta
    meglio che in qualsiasi altro posto.

    Pertanto, trombare è un modo per "Esercitarsi nel nostro posto
    migliore".
    Correre no.

    Correre esige un grande sforzo, in cambio di poco piacere.
    Trombare da' invece un enorme piacere e lo sforzo è minimo.
    Così scopriamo che trombando "Otteniamo il massimo col minimo sforzo",
    una regola fondamentale che non viene conseguita correndo.

    Dopo la corsa normalmente ci si ritrova di malumore, a causa della
    stanchezza, e fanno male le ginocchia.
    Al contrario, dopo una trombata ci si ritrova con un sorriso da orecchio
    a orecchio.
    E' chiaro che trombando "Scopriamo l'allegria del vivere".
    Correndo no.

    Se ti chiamano per correre, in genere trovi scuse per non andarci.

    Ora, siamo sinceri: dovesse trattarsi di trombare... eh? A qualsiasi ora
    esci di corsa.
    E' chiaro: trombare "Aumenta il senso della puntualità".
    Correre, invece, no.

    La morale è chiara.....

    NELLA VITA HAI SBAGLIATO TUTTO!!!!
    STAI CORRENDO TROPPO!!!
    November 21

    BENVENUTO!!!

    La giornata di oggi che sta per volgere al termine si è aperta con una splendida notizia, che ha sicuramente monopolizzato le attenzioni e i pensieri mattutini dell'intera famiglia. Era un bel po' che l'aspettavamo, sembrava volesse passarci ancora del tempo al calduccio, nel pancione della mamma (avrà saputo che fa un c***o di freddo ultimamente). Proprio ieri sera con Nina si diceva che per farlo nascere avremmo dovuto tirarlo fuori noi, e invece, poco più di due ore più tardi, il piccoletto c'ha beffati... Ed è nato alle 00.15, un altro cuGGino, il piccolo Eduardo.
     
    Beh da parte mia, oltre agli auguri e le congratulazioni ai neo mamma e papà, un grande benvenuto a te in questa vita che ti riserverà tanto, con l'augurio che tu possa riceverlo e, nel tuo piccolo, darci una mano a cambiare questo mondo.
     
    BENVENUTO TRA NOI!!!
     
      
     
     
    Credi che..... ci si arrivi mai...
    basta solo tendere... più che si
    può....
    l'arco che hai
    non importa.... fare sempre centro
    basta solo.... fare del tuo meglio...
    è abbastanza sai!

    Non par vero nemmeno a me
    di essere un padre di un figlio che....
    domani sarà un altro.....
    che dovrà arrangiarsi bene....
    darsi da fare.... avere pene....
    e qualche piccola soddisfazione....

    Oh Eeeeh!
    Ooh Eeeeeeeeh!
    Che Il Benvenuto Tu Sia!
    Oh Yeeeeh!
    Ooh Yeeeeeeeeh!
    E Benvenuto Tra Noi!

    Certo che..... non credevo sai
    di tirarti in mezzo....... a un casino
    dài.... chissà....
    che cosa é successo!!
    C'ho pensato dopo.... c'ho pensato poco
    vuoi che sia sincero.... ho pensato solo...
    solamente a noi...

    A noi due che eravamo qui
    annoiati ormai... quasi spenti sì
    davanti alla Ti Vi!!!!
    Non sarebbe.... durato a lungo
    questa storia...... d'amore eterno....
    se non arrivavi tu!!!

    Oh Eeeeh!
    Ooh Eeeeeeeeh!
    Che Il Benvenuto Tu Sia!
    Oh Yeeeh!
    Ooh Yeeeeeeeeh!
    Il Benvenuto Tra Noi!

    Non par vero nemmeno a me
    di essere un padre di un figlio che....
    domani sarà un altro.....
    che dovrà arrangiarsi bene....
    darsi da fare.... avere pene....
    e qualche piccola soddisfazione....

    Oh Eeeeh!
    Ooh Eeeeeeeeh!
    Che Il Benvenuto Tu Sia!
    Oh Yeeeh!
    Ooh Yeeeeeeeeh!
    Il Benvenuto Tra Noi!
    ... un re!!!
    Il Benvenuto Tra Noi!
    Ooh Yeeeeeeeeh!
    ... un re!!!
    November 13

    "Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"

    In quel momento apparve la volpe.
     - Buon giorno - disse la volpe.
     - Buon giorno - rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
     - Sono qui - disse la voce - sotto al melo…-
     - Chi sei? - domandò il piccolo principe - sei molto carino…
     - Sono la volpe - disse la volpe.
     - Vieni a giocare con me - disse la volpe - non sono addomesticata.
     - Ah! scusa - fece il piccolo principe.
    Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: - Che cosa vuol dire addomesticare?
     - Non sei di queste parti, tu - disse la volpe - che cosa cerchi?
     - Cerco gli uomini - disse il piccolo principe - Che cosa vuol dire addomesticare? 
     - Gli uomini - disse la volpe - hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?
     - No - disse il piccolo principe - Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?
     - E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…
     - Creare dei legami?
     - Certo - disse la volpe - Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma, se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro.
    Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.
     - Comincio a capire - disse il piccolo principe - C'è un fiore… Credo che mi abbia addomesticato… 
     - E' possibile - disse la volpe - capita di tutto sulla terra…
     - Oh! Non è sulla terra - disse il piccolo principe.
    La volpe sembrò perplessa: - Su un altro pianeta?
     - Sì. 
     - Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?
     - No.
     - Questo mi interessa! E delle galline?
     - No.
     - Non c'è niente di perfetto - sospirò la volpe.
    Ma la volpe ritornò alla sua idea: - La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano.
    La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: - Per favore… addomesticami - disse.
     - Volentieri - rispose il piccolo principe - ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose.
     - Non si conoscono che le cose che si addomesticano - disse la volpe - gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!
     - Che bisogna fare? - domandò il piccolo principe.
     - Bisogna essere molto pazienti - rispose la volpe.
     - In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…
    Il piccolo principe ritornò l'indomani.
     - Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora - disse la volpe - Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
     - Che cos'è un rito? - disse il piccolo principe.
     - Anche questa è una cosa da tempo dimenticata - disse la volpe.
     - E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza.
    Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: - Ah! - disse la volpe - - …Piangerò.
     - La colpa è tua - disse il piccolo principe - Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…
     - E' vero - disse la volpe.
     - Ma piangerai! - disse il piccolo principe. 
     - E' certo - disse la volpe.
     - Ma allora che ci guadagni? 
     - Ci guadagno - disse la volpe - il colore del grano 

    Soggiunse: - Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto.
    Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
     - Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente - disse - Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo.
    E le rose erano a disagio.
     - Voi siete belle, ma siete vuote - disse ancora - Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
    lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta
    tacere. PERCHE' E' LA MIA ROSA!
    - E ritornò dalla volpe.
     - Addio - disse.
     - Addio - disse la volpe. - Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.
     - L'essenziale è invisibile agli occhi - ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
     - E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.
     - E' il tempo che ho perduto per la mia rosa… - sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
     - Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…
     - Io sono responsabile della mia rosa… - Ripetè il piccolo principe per ricordarselo
    .

    November 12

    VIOLENZA causata dall'IGNORANZA (Poliziotto pezzo di merda!!)

    (Abbiate la pazienza di leggere, grazie)
     
    Ho la pretesa di essere lucido. Le idee sono presumibilmente più ordinate di quanto non fossero ieri per commentare quanto accaduto in una strana domenica.
    Lasciando da parte il nervosismo per la partita della Cavese durante la quale non c'è stato un solo coro per i ragazzi in campo ma si è continuamente inveito contro le Forze dell'Ordine (FdO), credo di non essermi mai sentito così sconcertato nei confronti dei "tutori dell'ordine pubblico".
     
    OMICIDIO VOLONTARIO?
     
    Quanto accaduto ieri su quell'area di servizio nell'aretino ha dello sconvolgente. Credo che tutti, ormai, siano a conoscenza dei fatti, sebbene manchino particolari fondamentali per poter sparare sentenze. Di vero c'è che un ragazzo di 28 anni ha tragicamente perso la vita per mano di un poliziotto che, si dice, non fosse neanche tanto inesperto.
    La rabbia e la frustrazione che in queste ore provo io come, credo, tutte le persone civili, per non parlare della famiglia di Gabriele, potranno essere in parte sedate se e SOLO SE GIUSTIZIA SARA' FATTA. Il sospetto che balena nella mia mente, però, è che tutto possa venir seppellito da una grande montagna di sabbia, perché ad essere coivolte dalla parte del torto adesso sono proprio loro, le FdO.
    Il poliziotto, interrogato, ha affermato di aver sparato in aria il primo colpo e che il secondo, sebbene il regolamento imponga di riporre la pistola nella fondina dopo il primo, gli sia partito mentre correva... Ma correva verso COSA?! 
    La totalità delle testimonianze raccolte da inquirenti e giornalisti racconta di una rissa nata e terminata senza conseguenze e che i ragazzi coinvolti si erano rimessi in marcia in auto. In oltre la pattuglia si trovava nell'area di servizio dell'opposta carreggiata (in direzione Sud)...
    Le parole ormai sono finite. Rabbia, sdegno, sgomento, incredulità ma soprattutto preoccupazione.
    Preoccupazione per il fatto che la cosa possa essere risolta con un "errore umano" e il colpevole restare impunito.
    Preoccupazione per la scarsa sicurezza che ci danno i nostri "tutori".
    Preoccupazione perché quanto accaduto ieri in quell'area di servizio sarebbe potuto accadere a chiunque.
    Preoccupazione perché, come al solito, s'è finito per strumentalizzare questa storia, sia da una parte che dall'altra e 'sta volta chi ha sbagliato sono queste folle di violenti che hanno messo a ferro e fuoco Roma, come le orde di barbari nell'ultimo Impero Romano.
     
    VIOLENZA e IGNORANZA
     
    Purtroppo l'ignoranza di queste persone regna incondizionatamente tra di loro e, come al solito, costoro non hanno fatto altro che tirarsi, non la zappa, ma un enorme escavatore sui piedi.
    Fin dalle prime ore successive alla disgrazia alcune personalità di spicco del mondo del pallone avevano spiegato che la situazione non doveva coinvolgere il mondo del calcio, che in tutto questo, sebbene ad essere coinvolto sia stato un tifoso durante una trasferta, centra ben poco. Questa volta si è esagerato!!! A strumentalizzare l'accaduto è stata proprio la parte violenta del tifo italiano (NON gli Ultras in generale). Sostanzialmente i motivi dello sdegno di queste persone sono due, il primo condivisibile l'altro non del tutto:
     
    1. Un poliziotto ammazza un ragazzo per superficialità di condotta o, ipotesi SPAVENTOSA, gli spara volontariamente;
    2. Alla morte di un poliziotto (Raciti) i campionati furono sospesi mentre in questo caso sono saltate solo 2 partite per ordini dall'alto;
     
    Il primo motivo è stato ampiamente analizzato in precedenza e ci ritornerò nelle conclusioni.
    Il secondo motivo è condivisibile da un lato, perché le partite DOVEVANO essere sospese tutte ma non tanto per evitare una sorta di disparità di trattamento, visto che il contesto era diverso rispetto a quello del 2 Febbraio scorso, quanto perché si sarebbero evitati un bel po' di casini. 
    E' stato deprecabile il comportamento di quanti hanno impedito lo svolgimento di alcune partite (vedi Bergamo e Taranto) con la violenza quando avrebbero potuto tranquillamente manifestare il proprio dissenso evitando di entrare allo stadio. E' stato deprecabile il comportamento che ha portato all'agitazione a Roma.
    Ma strumentalizzare non va bene in nessun caso. Non va bene quando si condannano TUTTI i tifosi perché una testa di cazzo qualunque ammazza un poliziotto davanti ad uno stadio e non va bene quando si dà libero sfogo alla violenza perché un poliziotto testa di cazzo uccide un ragazzo. Non condanno certo la questione in sè, ma il fatto che con la violenza sulla violenza non si ottiene nulla. E se questo "strumento" si sta rivelando l'unico col quale si possa essere considerati (nel senso lato del termine) vuol dire che il movimento Ultras scomparirà molto presto. 
    Scomparirà perché di questo movimento fa notizia solo il lato indegnamente negativo.
    Scomparirà perché i "leader" non hanno le palle di condannare come andrebbe fatto le violenze che vedono coinvolti i "militanti", per paura di perdere il consenso. Scomparirà perché né con manifestazioni civili né con la violenza si ottengono i risultati sperati.
    Scomparirà perché il non ottenere un'equità di trattamento tra chi sbaglia da un lato (Ultras violenti) e dall'altro (le FdO) porterà a una perdita di fiducia, oppure perché tale movimento sarà vittima di una repressione pesante e senza esclusioni.
     
    CONCLUSIONI
     
    La speranza che nutro con pieno scetticismo è che il poliziotto venga condannato com'è giusto che sia, ma la paura è che si cerchi di nascondere tutto all'opinione pubblica, per non finire col dar ragione a quanti sostengono da tempo che da parte delle FdO, nei confronti di coloro che non hanno la "protezione" dello Stato e delle Istituzioni alle spalle, c'è un continuo abuso di potere mai condannato e sempre mascherato.
    Alla luce delle tante testimonianze ascoltate nel corso di questi anni in cui mi sono avvicinato un po' di più al mondo Ultras, condividendo alcune vedute e condannandone altre, in questo caso mi schiero in pieno dalla parte dei "protestanti" non violenti (vedi la CURVA SUD "CATELLO MARI", mi scuso per le critiche di ieri...) contro le Forze del "Disordine".
    Da una persona che non ha pregiudizi verso nessuno, oggi più che mai mi sento di dire POLIZIOTTO PEZZO DI MERDA!
    Ma purtroppo bisogna ancora una volta constatare che l'IGNORANZA è un male con il quale non si può combattere in superficie, ma solo iniziando dal basso.
    November 07

    COME VOI NESSUNO MAI

    La cronaca, la politica... la STORIA del '900 costrette ad un altro doloroso addio.
     
    Perdere qualcuno che ci conosce talmente a fondo da "descriverci" al mondo rendendoci accattivanti, interessanti, significa perdere un pezzo di se stessi. E per la storia del "secolo breve" questo triste quadro è stato appena completato: un altro grande pezzo di quella Storia è andato via.
    Muore, all'età di 87 anni, Enzo Biagi e crolla l'ultimo pilastro di un giornalismo d'altri tempi. Un giornalismo equidistante ma fastidioso, delicato ma pungente, pacato ma, per qualcuno, ingombrante.
    Manuale umano della Storia d'Italia, come l'altro grande suo amico Indro Montanelli, ad un tratto è diventato un ostacolo per il potere, esempio vivente di come una penna faccia più male di una spada.
    Anni passati a raccontarci la nostra storia, anni trascorsi in compagnia di milioni di italiani, altri (pochi ma pesanti) anni lontano da tutto ciò ma non dal cuore di quanti l'han sempre seguito, stimato ed apprezzato, nonostante il trattamento fascista ricevuto.

     
    Il Giornalismo lascia definitivamente questo mondo per andarsi a consolidare nell'Aldilà e mi piace immaginarli seduti ad una scrivania, davanti alla loro Everst degli anni '50, a battere a macchina la notizia del giorno, con su il berrettino e la penna sull'orecchio destro. O magari seduti in poltrona, uno di fornte all'altro, davanti a una tazza di tè, a parlare e prendere in giro un destino che li ha voluti paradossalmente accomunati in vita ma li ha visti sempre assoluti vincitori.
     
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    ADDIO INDRO, ADDIO ENZO, esempio da seguire, modello da imitare, sebbene sappia che come voi non ci sarà nessuno mai!