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January 26 Pelle...
...e il nostro amore è polvere da sparo e il tuono è solo un battito di cuore e il lampo illumina senza rumore...
...e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto ma scrivi tu la fine...
... io sono pronto ...
January 25 BERLUSCA-MASTELLA: IL COMPLOTTO Non è certo da ieri che, nella mia mente, ha iniziato a farsi strada il pensiero che tutto fosse perfettamente studiato ma, alla luce di quanto accaduto nell'ultima settimana e delle cose che si sentono ogni giorno, devo ammettere che la mente che c'era dietro tutto questo è stata comunque geniale. Una mente lungimirante, una mente furba, una mente abile a persuadere le persone utilizzando dalla più subdola alla più concreta mossa a sua disposizione. Questa mente appartiene a Berlusconi. Per quanto si possa criticare quest'omino per le cadute di stile, per una politica volta a favorire la classe imprenditoriale a scapito di quella operaia, bisogna riconoscergli un grandissimo sesto senso. E comunque sono ormai note e abbondantemente decantate le sue capacità imprenditoriali, ecc. Ma non sono quì ad elogiare il Cavaliere (non è certo quello che amo di più fare...). Ciò che mi preme è illustrarvi il diabolico quanto efficace piano messo su dal Berlusca. Tutto parte dall'autunno del 2005, quando i sondaggi davano la popolarità del governo di centro-destra in netto calo, prospettando una altrettanto netta sconfitta alle elezioni che si sarebbero tenute di lì a sei mesi. Il centro-sinistra avrebbe certamente vinto le elezioni, ma il margine era ancora da stabilire e qualche punto percentuale avrebbe potuto essere guadagnato con la discesa in scena dell'imprenditore più amato d'Italia, con il suo indiscusso e indiscutibile appeal mediatico (soprattutto sulle vecchiette e sui figli degli imprenditori). Il simpaticone, che aveva portato avanti per 5 anni una politica dispendiosissima, facendo opere pubbliche e finanziando progetti inutili (vedi il ponte sullo stretto) per non parlare del conflitto di interessi e delle leggi "ad personam" per salvare il popò a se stesso e ai suoi fidati segugi leccaderetano, iniziò a presenziare alle principali trasmissioni di carattere politico sparando numeri e percentuali che, a sentirle, facevano pure impressione per la loro positività, ma fin quando sono percentuali che porti tu su numeri che non sono riscontrabili, non c'è contraddittorio e quindi è facile guadagnare in popolarità; soprattutto, poi, avendo di fronte un popolo italiano che si attacca alle stronzate per giudicare la politica dirigenziale di un governo... comunque il Berlusca riuscì nel suo intento più di quanto egli stesso si aspettasse facendo sì che si venisse a creare una situazione che mettesse il nuovo governo di sinistra in condizioni di impossibili. Berlusconi era stato abilissimo a mandare l'Italia in malora per quanto riguarda i conti pubblici e ciò gli permise di consegnare in mano alla sinistra una Nazione in uno status di crisi economica risolvibile solo con una politica di pressione fiscale, dunque altamente impopolare. Non meno importanti furono altre 2 cose: 1. la legge elettorale che, paradossalmente in questo caso, favoriva chi era all'opposizione; 2. la sua amicizia con lo stercoforme Mastella; Con la prima era stato in grado di mettere il neonato Governo in grave difficoltà ogni volta che c'era bisogno di una maggioranza al Senato. La seconda ha dato il decisivo spintone al Governo: tutto quel che è successo in questa settimana è stato IL pretesto atteso da Mastella per legittimare una scelta di abbandono della Maggioranza e per favorire l'amico Berlusconi, il quale, insieme ai suo sudditi, ha sempre dimostrato un debole per la politica mastelliana sempre più tendente a destra che a sinistra. Riepilogando: 1. Berlusconi svena economicamente le casse dello Stato; 2. Emana una legge elettorale che rende impossibile governare con ampia maggioranza, sapendo di perdere le elezioni; 3. Perde le elezioni sul filo di lana e la sinistra si trova in una situazione di ingovernabilità; 4. Il Governo Prodi attua una politica impopolare nel tentativo di un risanamento economico. 5. Mastella, che già aveva più volte minacciato di abbandonare la Maggioranza, tiene fede alle sue tendenze berluschiste e lascia la Maggioranza; 6. Cade il Governo; Tutto, dunque, è andato secondo i piani dell'omino di Arcore. O quasi. Egli infatti, non avevndo previsto il "contributo" dei Senatori a vita, asseriva che il Governo sarebbe caduto in pochissimo tempo. Ma in fondo questi sono solo dettagli. Quel che conta è che ora lui voglia tornare al Governo, non senza aver cambiato la legge elettorale (chiamalo fesso...), e lo farà grazie al fedele vassallo Mastella. Abile a sua volta nel proporre l'indulto demolendo ancora di più la fiducia del popolo nel centro-sinistra. Grazie Silvio. Hai dato dimostrazione delle tue capacità di programmazione. Solo che l'Italia è in crisi e la colpa di chi è??? Dei comunisti??? Voi che tanto ce l'avete con Prodi & Co. considerate la situazione che l'ormai ex-Governo ha trovato... una politica impopolare era forse necessaria. Dico forse perché poi ci sarebbe da disquisire sui costi della politica, sugli stipendi dei parlamentari, sulle auto blu e quant'altro. E in questo caso non c'è né destra né sinistra che sia giustificabile. January 21 MASTELLA E' UNO STRONZO....... ma uno stronzo indefinito, dato che dà l'impressione di essere né (di) carne né (di) pesce. O meglio, non lo si capiva... almeno fino ad oggi. Perché, proprio oggi, da buono stronzo qual è, degno rappresentante della categoria delle merde, il puffo di Ceppaloni si è manifestato nella più classica e perfetta delle esibizioni della categoria a cui appartiene: dopo tanto tribolare è venuto a galla! E' riuscito a disegnarsi addosso (e che ci vuole a disegnare una cacchetta?) il ruolo di vittima di un complotto ordito dalla "magistratura cospiratrice". Adesso salta fuori che l'uDiarrea non concederà nemmeno l'appoggio esterno al Governo... il che significa CRISI. January 18 Il "no" del Papa alla "Sapienza"... meglio così !!Ho appena letto il discorso (integrale!!! non finiva più) che il Papa avrebbe dovuto leggere alla "Sapienza" in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico. Innanzitutto, prima di leggere il documento, il mio pensiero riguardo al fatto che dovesse andare o meno era cambiato, nel senso che per me sarebbe stato forse giusto fargli leggere quel discorso salvo poi avere la possibilità di aprire un dibattito per uno scambio di vedute e di opinioni. Forse non sarebbe stato il momento adatto, o forse (meglio ancora) non sarebbe stato neppure necessario, nel caso in cui i pontefice avesse parlato in un certo modo.
E invece il dibattito si sarebbe reso necessario eccome!!
Perciò, data la sicura impossibilità di aprire una discussione... meglio che non ci sia andato. (sempre secondo il mio piucchemodesto parere)
E vi spiego perché.
La presenza di un teologo in un luogo in cui tale disciplina non viene insegnata né approfondita, in un luogo perciò, "estraneo", avrebbe dovuto PER FORZA essere spunto di discussione su tematiche che vertono sulla contrapposizione di ciò che è scientifico e ciò che è "divino". Il fatto che il teologo in questione sia anche il Papa in persona rende ancor più rilevante l'estraneità del personaggio col contesto. Per intenderci, è come se l'ateissima scienziata e fisica astronomica Margherita Hack tenesse un sermone in cui parla della verità solo ed esclusivamente scientifica durante una messa in Vaticano.
Ma passiamo al discorso del papa.
C'è un lungo disquisire sull'università del medioevo, sulle conoscenze dell'uomo a quei tempi, ecc. ma verte principalmente su una differenza, quella tra la "ricerca della verità" e la "sensibilità per la verità".
La prima rappresenta il continuo ed estenuante bisogno che ha l'uomo di conoscere in tutto e per tutto il mondo che lo circonda, mettendo la ragione prima d'ogni cosa. La seconda rappresenta invece il preservare intatto questo desiderio, senza infrangerlo, poiché la verità sarebbe fonte di tristezza. Il Pontefice afferma che la teologia e la filosofia sono due discipline che viaggiano su binari diversi, ma comunque in un'unica direzione, con la differenza che «la filosofia deve rimanere veramente una ricerca della ragione nella propria libertà e nella propria responsabilità; deve vedere i suoi limiti e proprio così anche la sua grandezza e vastità. La teologia deve continuare ad attingere ad un tesoro di conoscenza che non ha inventato essa stessa, che sempre la supera e che, non essendo mai totalmente esauribile mediante la riflessione, proprio per questo avvia sempre di nuovo il pensiero». Aggiunge, poi, che la filosofia deve comunque assurgere dalla teologia per via delle conoscenze umanistiche che la religione cristiana ha dato all'umanità.
Passa poi alla parte più interessante: i giorni nostri.
In questa ultima parte mette in guardia l'uomo dal proprio (presunto) desidesio di onniscienza ed onnipotenza, perché non si lasci travolgere dalla ricerca della verità ma converga verso la sensibilità per la verità.
Ecco che, secondo il Papa, la ragione non deve divenire sorda al messaggio della fede cristiana perché «inaridisce come un albero le cui radici non raggiungono più le acque che gli danno vita. Perde il coraggio per la verità e così non diventa più grande, ma più piccola. Applicato alla nostra cultura europea ciò significa: se essa vuole solo autocostruirsi in base al cerchio delle proprie argomentazioni e a ciò che al momento la convince e – preoccupata della sua laicità – si distacca dalle radici delle quali vive, allora non diventa più ragionevole e più pura, ma si scompone e si frantuma».
In sostanza ci ha voluto dire che la scienza non dovrebbe fregarsene dei dettami del cristianesimo e della Chiesa, perché altrimenti farebbe una scelta immorale.
A questo punto mi viene da dire: può, la scienza, essere esortata a non svilupparsi come meglio crede (seguendo "solo" regole morali ed etiche)? Può l'uomo venire limitato nel suo desiderio di conoscenza? Può una religione negativizzare tale desiderio? Non sarà che tale avvertimento sia un modo per evitare che il progredire della conoscenze umane sconfessi una religione, i suoi dogmi e tutto ciò che essa va professando?
Il Papa conclude poi con un'affermazione che è come un calcio nel sedere alla laicità dell'università e della ricerca: «Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa e in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale è suo (del Papa, ndr) compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro».
Questa conclusione, più di tutto il contenuto del discorso, mi porta a pensare che in fin dei conti sia stato meglio così. Affermare che in tutto e per tutto l'uomo deve mettersi in relazione a Dio non è per niente favorevole ad un modo di pensare laico. Per cui son d'accordo con i docenti firmatari di quella lettera rivolta al rettore a novembre.
La presenza del papa per l'apertura dell'anno accademico stona con il contesto. Se qualcuno avesse potuto esporre argomentazioni discordanti (in parte o totalmente) ma che avessero rappresentato l'altro lato della campana, sarebbe stato meglio, ma, come già detto, non credo ci sarebbe stato il modo... perciò meglio così.
Meglio la rinuncia, è stata la scelta più democratica.
vaneggio a sorpresa (non so che titolo mettere...)Vabbè avrei tantissime cose da dire, una serie di notizie di oggi di cui parlare...
...Mastella se ne va (sembra) finalmente a fare in quel bel culetto a forma di poltroncina di Senato che si ritrova, lui e tutti quelli che lo sostengono (VAI MAGISTRATURA, FAI IL TUO DOVERE!!!)
...il papa che non va alla Sapienza... bisognerebbe tenere a bada l'impulsività.... dico io, fatelo parlare e poi lo contestate, perché ce ne sarebbe sicuramente stato il motivo; il modo non so... ma tanto al papa piace attirarsi la "sipatia" dei giovani che godono di una certa libertà di pensiero non conforme ai dogmi ecclesiastici (o meglio del clero... che crede ancora di essere nel medioevo e ci tratta da ignoranti... e purtroppo di ignoranti ce ne sono...)
...un casino nella Cavese. Ammazzalorso si dimette, incazzato con la società che non lo ha minimamente calcolato per il mercato di gennaio. Arriva Papagni in serata, ma di acquisti neanche l'ombra... ma ne usciremo...
...e intanto fuori piove a secchiate... come direbbe mio padre "Sta pisciann' Rachel'..." e pesantemente, aggiungerei... avrà bevuto parecchio e mangiato cocomero (ma dove lo trova?!?)... ma poi questa Rachele... chi cazz' è?! bah...
cmq, non dovevo scrivere niente ma naturalmente mi faccio prendere... però adesso basta... devo andare in... ufficio...... e poi devo ancora sistemare il divanoletto. uuuuuuuuuhhhhhhhh......
vabbuò, vado.
Non cito palesemente il mio "Pensiero Felice", che adesso starà dormendo beata e sommersa da un metro cubo di coperte e lenzuola... in mezzo a questo turpiloquio non ci starebbe bene... anche se la si potrebbe considerare un fiore in mezzo all'asfalto (citazionie jovanottesca)... si, jà sto vaneggiando...
'notte!!!
p.s. contate tutti i puntini sospensivi... chi avrà la pazienza di farlo verrà limonato da Camilla Parker Bowles in piena Piccadilly Circus a Londra... cosa c'è di peggio?!?!
January 11 Occhi da orientale - Daniele SilvestriBeh... anche questa è per TE, sulla scia di quanto detto poco fa...
(¯`v´ ¯)
...Buonanotte...
V
...e ad ogni tuo risveglio sarà come s'io fossi lì...
Occhi da orientale che raccontano emozioni
sguardo limpido di aprile di dolcissime illusioni tutto scritto su di un viso che non riesce ad imparare come chiudere fra i denti almeno il suo dolore Più di cinquecento notti già mi sono innamorato di una bocca appena aperta di un respiro senza fiato se potesse questo buio cancellare l'universo forse ti potrei guardare e non sentirmi così perso ma tu dormi ancora un po' non svegliarti ancora no ho paura di sfiorarti e rovinare tutto no, tu dormi ancora un po' ancora non so guardarti anch'io nel modo giusto nei tuoi occhi disarmanti sono occhi di ambra lucida tra palpebre di viole sguardo limpido d'aprile come quando esce il sole ed io sarò la nuvola che ti terrà nascosta perché gli altri non si accorgano di averti persa ma tu dormi ancora un po' non svegliarti ancora no ho paura di sfiorarti e rovinare tutto no, tu dormi ancora un po' ancora non so guardarti anch'io nel modo giusto nei tuoi occhi innocenti disarmanti devastanti quei tuoi occhi che ho davanti tienili chiusi ancora pochi istanti occhi da orientale che raccontano emozioni ed io cos'altro posso fare io posso scrivere canzoni i tuoi occhi... se potesse questa musica annullare l'universo forse ti potrei guardare e non sentirmi così perso nei tuoi occhi... disperso... nei tuoi occhi...
p.s. il video non è molto....movimentato, ma serviva la canzone January 08 DIZIONARIO DELLE PAROLE STREVEZEARROCCHIAPAMPENE: /'rrocchiapàmp'n'/ Appellativo utilizzato per identificare una persona che fa cose inutili (etim. 'Arrocchiare= arrotolare o ammucchiare, pampene=foglie); Campanismo (Nina, 08-01-'08)
'NDULUNUTO: /'ndulunùt/ Persona idiota, imbecille; Ebolismo (Damiano, 29-04-'08)
SBARLUSEGOSO: /sbarlusegòso/ Luminoso, luccicante; Venetismo (Ele, 09-01-'08)
SBREGO: /sbrègo/ Strappo, rottura; Venetismo [es. ho i jeans sbregati] (Ele, 29-04-'08)
SPERTECHIZIA: /sp'rt'chìzia/ Dicesi di ragazza particolarmente estroversa, che ha già esperienze nella vita sociale e che non è più una bimba; (prob. etim. "esperta"+"pratica"); Campanismo (Paola,13-01-'08)
Ragazzi e ragazze, giovani e giovanE, studenti e studentE, ho bisogno del vostro aiuto!!!
E' un po' che non si scrive su questo blog qualcosa di utile alla società civile o alla crescita del bagaglio culturale della mandria di visitatori del mio spazio... Bene... ispirato ieri dalla lettura di uno dei libri per l'esame di grammatica italiana, in cui si descrive la nascita e l'evoluzione dei dizionari, ho avuto un'illuminazione.
A parte il caso dell'"Accademia della crusca" i cui dizionari, secondo alcuni intellettuali ad essa contemporanei, rispettavano l'apettativa che forniva l'elemento di specificazione del nome (facevano cagare...), ho scoperto che, dall'800 in poi, molti dizionari furono redatti sulla base non più delle opere letterarie che escludevano la lingua parlata, bensì sulla lingua di uso comune. Videro la luce anche numerosi dizionari dialettali, per assecondare la voglia di conoscere gli usi linguistici di ogni parte d'Italia, soprattutto dopo l'Unità (1861). Ecco, dopo questa breve introduzione vi spiego la mia idea:
Oh voi, provenienti dalle più disparate zone della campania, da Campagna a Gragnano, per non parlare delle persone "straniere", passando per i trasferiti in terra nordica, sarete sicuramente a conoscenza di termini che possono avere un chè di arcaico, di strano o semplicemente un suono buffo e divertente... beh, DITEMELO! Aggiungete un commento (completo magari di spiegazione del significato del termine) e questa sezione verrà aggiornata con il termine e la "fonte" da cui proviene tale sorso di saggezza.
Grazie e buona vita a voi. La Direzione January 02 Nella mia stanza - NegramaroIl tempo trascorso, poco ma intenso... immenso!
Trascorso, dunque andato, passato... finito; o meglio, interrotto, messo in pausa.
Ma tornerà.
E io lo aspetterò, come ho aspettato una come te per tanto tempo... come ho aspettato TE!
Sguardi, voci, occhi, mani, piedi (gelidi
Lì, nel buio o alla luce di una lampada, oppure alla naturale e debole luce del pomeriggio.
Lì, in quella stanza... che ora è di nuovo "normale" ma conserva il tuo odore. "Nella mia stanza
per altre vie da te ritornerei
nella mia stanza
da parte a parte il cielo legherei alle mie dita e crolli il mondo su di me... su di me... nella mia stanza altro che mie
le ore in cui non sei nella mia stanza di carta e inchiostro il tempo vestirei con le mie dita e crolli il mondo su di me .... e se stringi tra le mani la mia voce ti accorgi che
tu non sentirai distanza
è tanto, troppo tempo che vorrei poterti dire che
io non sento la distanza
io non sento la distanza nella mia stanza
io non sento la distanza nella mia stanza... (se stringi tra le mani la mia voce ti accorgi che tu non sentirai distanza è tanto, troppo tempo che vorrei poterti dire che io... io non sento la distanza!!!)"
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